
La Madonna del Rosario
La Madonna del Rosario è custodita nell’omonima cappella centrale, segnatamente entro una sfarzosa macchina d’altare in legno ed è stata realizzata attorno al 1636 da un ignoto pittore manierista, su committenza di Antonio Gil. La tela ha beneficiato di un restauro nel 2011, firmato da G. Boraccesi e finanziato dalla famiglia Ciavarella. La stessa è caratterizzata da una preparazione sottilissima di gesso e colla animale; prima del restauro, si presentava da più pezzi e cucite tra loro, tutta una serie di lacune, tra cui la più estesa, ad esempio, era quella all’altezza del manto dell’offerente a sinistra; oltre a tre bruciature di candela nella parte inferiore; dove si evidenziavano numerosi schizzi di cera.
Lo stesso Boraccesi testimonia che in una data imprecisata il dipinto fu rimosso, restaurato alla meglio e dal retro protetto da un tavolato. Dopo la fase di foderatura, si è proceduto alla pulitura della superficie pittorica, che ha visto l’asportazione della vernice ingiallita e dei precedenti ritocchi; a tal proposito la ridipintura ocra delle cornici che delimitano le scenette dei misteri, ha evidenziato al di sotto l’originale doratura. In ragione della preparazione, la gran parte delle lacune non sono state stuccate, intervenendo così direttamente sul supporto con integrazioni a tratteggio e a puntinismo.